Il Welfare aziendale: strategia win-win e trend per il 2018

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Il welfare aziendale è un motore di crescita per le aziende ed uno strumento di competitività sottovalutato, quanto una efficace evoluzione del semplice premio di produttività in denaro.
Un esempio, insomma, di come il benessere individuale si declini in benessere per l’azienda. Se da un lato, infatti, il lavoratore senza avere alcun impatto economico sulla pensione, riceve un servizio che assolve ad alcuni suoi fondamentali bisogni e condizioni vantaggiose anche dal punto di vista della tassazione, dall’altro l’azienda può sfruttare le agevolazioni fiscali promosse dallo stato.
Sebbene in ritardo rispetto ad altri paesi europei, anche in Italia è riconosciuta oggi l’importanza del welfare aziendale e la necessità di fornire questi servizi ai lavoratori. Nella stessa direzione, infatti, preme anche la Legge di stabilità 2018. In una delle ultime indagini Doxa-Endenred è emerso come il 62% dei dipendenti e l’89% delle aziende ha espresso un giudizio positivo sulle politiche per migliorare il benessere nelle imprese tanto che anche IL 78% delle PMI la considera un’opportunità.
A motivare questo consenso non ci sono solo gli sconti fiscali previsti dalla legge di stabilità, quanto come strumento di valorizzazione delle risorse umane (79%), miglioramento del clima aziendale (77%) e aumento della produttività dei lavoratori.

PRINCIPALI VANTAGGI PER IL DIPENDENTE

Scuola, salute, flessibilità.

Con “welfare aziendale” viene in genere indicato tutto l’insieme di iniziative organizzate da un’azienda aventi come fine principale il mettere i dipendenti nelle condizioni di poter lavorare al massimo delle loro possibilità.

I servizi previsti possono variare di azienda in azienda e in base alle condizioni individuali dei dipendenti. Infatti, il primo passo per introdurre una politica di welfare aziendale efficace prevede l’analisi delle effettive necessità dei dipendenti. Solo in seguito vengono individuate le proposte ritenute più utili.

Tra le principali proposte elenchiamo:

1) Buoni pasto, ormai un classico, per permettere ai propri dipendenti di avere una pausa pranzo di valore;

2)Sostegno economico nell’utilizzo del trasporto pubblico, per migliorare il tragitto casa/lavoro dei pendolari;

3)Gratificazione dei dipendenti mediante budget spendibili in un regalo a loro scelta;

4)Attenzione alla salute dei collaboratori attraverso buoni elettronici spendibili presso palestre, centri benesseree centri medici e diagnostici, estendibili ai familiari;

5)Aiuto alla conciliazione vita/lavorofornendo un servizio di maggiordomo aziendale che si occupi delle incombenze quotidiane dei lavoratori.

VANTAGGI PER LE AZIENDE

Migliora il clima, riduce i costi di formazione e ricerca di personale

Investire sul welfare aziendale da parte delle imprese porta a numerosi vantaggi. A delineare vantaggi concreti e tangibili di queste politiche interne è stata un’indagine condotta dal colosso assicurativo Zurich su un campione di 175 imprese che hanno attivato piani di “employee benefit”, ha fatto emergere un miglioramento del clima aziendale, un maggior senso di appartenenza nei confronti dell’azienda da parte di chi ci lavora, una diminuzione del turnover con conseguente riduzione di costi su formazione e ricerche di personale.
In queste aziende i piani di welfare hanno inciso positivamente anche sulle performance e quindi sulla loro crescita. Nel dettaglio della ricerca, il 41% delle aziende che ha adottato un sistema di welfare interno prevede un 2017 in crescita, percentuale che sale al 65% fra le aziende che hanno implementato un sistema di welfare da oltre cinque anni. Più di un’azienda su tre ha riscontrato un aumento della produttività e il 29,3% una riduzione del turnover del personale. Per quanto riguarda invece il risparmio sulla gestione del personale, è emerso che nelle organizzazioni che hanno introdotto piani di welfare, i costi diretti correlati al turnover si sono ridotti, attestandosi all’1,5%, oltre quattro punti percentuali in meno rispetto alle aziende che non si sono attivate in questo senso.

FOCUS

L’ARTICOLO 4 E LA LEGGE DI BILANCIO 2018: AGEVOLAZIONI SUI TRASPORTI

L’articolo 4 della bozza di Legge di Bilancio 2018 presentata in Senato opera un intervento sull’articolo 51, comma 2 del TUIR, inserendo una nuova lettera “d-bis” che prevede l’esclusione dal reddito di lavoro delle somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari.

È una novità molto significativa perché va a toccare il trasporto pubblico, particolarmente gradito da lavoratori e aziende e attualmente gestito nei piani di welfare con soluzioni decisamente limitate.

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