Donne e tecnologia, un connubio possibile da sempre!

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Sapevate che la prima programmatrice al mondo fù proprio una donna, la matematica inglese Ada Lovelace?
Ebbene sì, peccato che da allora si sia creato una spaccatura
profonda tra donne e tecnologia. Pensate che, secondo dati Eurostat 2015, in Italia, il numero di donne con un ruolo tecnico-specialistico nel settore Ict è inferiore a quello di altri paesi europei.
Un’indagine svolta nel 2013 dalla Commissione Europea ha dimostrato che un maggior ingresso di donne nel mercato del lavoro digitale, un settore in cui la domanda di professionisti IT cresce di circa il 3 per cento ogni anno, potrebbe creare un aumento annuo del PIL di 9 miliardi di euro nell’area Ue.
Vediamo quali potrebbero essere le soluzioni per incentivare e valorizzare la partecipazione delle donne nel settore tecnologico. Secondo la Commissione Europea, promuovere l’interesse e la formazione nelle discipline Stem (Science, Technology, Engineering and Math) e Ict già in età scolare, così come l’informazione e l’orientamento sugli sbocchi professionali rappresentano delle azioni fondamentali per invertire il trend.
C’è un dato incoraggiante che ci fa pensare a un futuro “tecnologico” anche le donne! Dalla ricerca “Donne e digital transformation: binomio vincente”, svolta da NetConsulting cube per conto di CA Technologies e Fondazione Sodalitas, pare che, quasi la totalità del campione, sia maschi sia femmine, ritenga che le competenze digitali siano fondamentali per trovare lavoro. Questa consapevolezza rappresenta sicuramente un dato positivo se affiancato a delle iniziative che stimolino la conoscenza delle discipline STEM e aiutino le nuove leve nelle scelte formative future.

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