“Faccia a Faccia” con l’azienda: l’arte di “parlare insieme”

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Ne è passato di tempo dai primi colloqui di lavoro: quelli del C.V tutto sgualcito, che poggiavamo serafici sul bancone appiccicoso della birreria sotto casa e che si attaccava rattrappito al fondo di bicchiere dell’ultima Guinness.
Erano i primi approcci al mondo del business, in cerca di quel piccolo lavoretto che ci avrebbe permesso di concederci qualche serata in più con gli amici, le vacanze dopo gli esami e magari quel kit per il nostro sport preferito.
Ora è diverso il lavoro è la meta, quel luogo in cui ci si “identifica”, dove si trova se stessi nell’esaltazione dei propri talenti e ad ogni modo la base dell’indipendenza.
Oggi quando si parla di colloquio, si intende un vero e proprio rito di iniziazione. Ci si allena alla stregua dell’allenamento di Rocky Balboa in vista del match contro Ivan Drago. Si pensano strategie, si studia l’azienda così come si fa con un avversario, per essere pronti a tutto. È sufficiente dare un’occhiata ai canali specializzati dei YouTubers più profilati: è prevista una preparazione.

Siete pronti per salire sul Ring? Vediamo tutti i passaggi di un colloquio vincente. Ma prima…

LA TELEFONATA

È altisonante lo sappiamo, ma il titolo non rimanda all’ultimo episodio di “Saw – L’enigmista”.
La telefonata pre-colloquio è una cosa molto più seria. I colloqui non iniziano mai quando ci si siede ma molto prima. La telefonata introduce la fase iniziale della selezione. Se è vero che la prima impressione è quella che conta, quando non si è supportati dalla carta della parvenza e l’unico veicolo è la voce, è difficile mascherare la propria emotività. Assicuratevi di avere un tono consono. Se non è il momento giusto per prendere una telefonata, chiedete pure di essere contattati in un secondo momento. Per intenderci, se siete nel bel mezzo del traffico in un concerto dissonante di clacson, o magari al centro di una guerra di gavettoni al mare, evitate di approfondire la conversazione. Dopo sorvegliate pure il telefono e proponetevi di ricontattare voi la persona che vi ha cercato.

 

LA GIORNATA DEL COLLOQUIO

La parola d’ordine è pianificazione. Fate un check del curriculum e di tutti i documenti che potrebbero servirvi. Per evitare lo stallo del “e ora che mi metto!”, che, a poche ore dall’appuntamento, comporterebbe un’inutile perdita di tempo, preparate prima il vostro outfit, insieme alla borsa completa delle cose importanti (se avete allergie o problemi di salute che potrebbero scoppiare improvvisamente munitevi dell’occorrente). Calcolati tutti gli imprevisti (almeno quelli immaginabili), la mattina puntate la sveglia su un orario congegnale; è preferibile arrivare almeno 30 minuti prima, per essere sicuri di avere individuato il posto e magari cercare un bar dove stemperare per qualche minuto la tensione; magari con una bevanda scambiando due chiacchiere con qualcuno che non conoscete (è un tocca sana per sciogliere la tensione).
Se vi capita di arrivare in ritardo, avvisate con una telefonata e poi scusatevi ma senza dilungarvi con pedanti giustificazioni e ricostruzioni minuziose sul movente dell’accaduto (può capitare).
Il colloquio inizia dalla prima telefonata con il recruiter e poi nella sala d’aspetto, quindi non perdete la concentrazione e pensate che vi stanno già valutando, immaginatevi come in un reality. Detto questo, muovetevi in scioltezza e non dimostrate impazienza ma tranquillità, siete lì per quel momento e non avete alcuna fretta. Il cellulare, silenziatelo. Appena arrivati  presentatevi e chiedete sicuri della persona che dovrete vedere, un bel sorriso e poi in sala d’aspetto.
Vi chiamano o arriva il recruiter ad accogliervi, una bella stretta di mano(calibrata ma decisa) e da adesso in poi attenzione al linguaggio non verbale: siate rilassati, contenete la gestualità, seduti con la schiena dritta e non perdete il contatto visivo.
I colloqui (salvo improvvisazioni), si strutturano tutti con una parte introduttiva del selezionatore a cui segue una vostra breve presentazione. Preparatela nella prospettiva del fattore tempo, dovrà essere sintetica, esaustiva e coinvolgente.

Preparatevi alle possibili domande, quelle relative alla vostra persona, ai punti dolenti del vostro c.v e a quelli di forza, alle domande tecniche, quelle di settore e quelle relativa all’azienda e alla posizione per la quale tanto anelate. Dovrete dimostrare interesse e conoscenza.
Parlate delle esperienze pregresse ma mai scendendo in dettagli non consoni, come problematiche spicciole di natura relazionale alla stregua di chiacchierate da bar.
Mantenete una certa sobrietà. Se avete dubbi chiedete. Approfondite gli aspetti pratici del lavoro da svolgere, così da mostrarvi realmente interessati ad analizzare quanto vi è richiesto. In questa fase, nessuna domanda sugli stipendi o rimborsi spese. Nel corso del primo colloquio di una sola cosa è davvero vietato parlare: retribuzione. Quello potrebbe essere un vero errore.

 

VADEMECUME: 6 PUNTI DA TENERE A MENTE

Spontaneità

Esprimete la forza del vostro carattere sarà quella la vostra carta vincente. A parità di competenze e comunque più in generale, verrete scelti per la peculiarità del vostro valore aggiunto e del vostro tratto personale. Pensate a un gesto che è solo vostro, a qualcosa che potete mettere sul tavolo attraverso il linguaggio, del corpo, lo stile, l’uso delle parole.

Mettete a posto i vostri profili social

Così come passerete e ripasserete davanti lo specchio di casa per controllare che ogni singola ciocca di capello sia a posto, date un’occhiata ai vostri profili. Statene certi: il vostro recruiter anche solo dieci minuti prima del vostro incontro lo farà. Se non lo ha già fatto. La vostra immagine digitale racconta molte cose di voi, quindi gestite nel rispetto della vostra libertà le informazioni che potrebbero ledervi. Questa è un’occasione per capire anche quanto i vostri valori coincidano con quelli dell’azienda in questione.

Valorizzatevi!

Nelle parole alte e luminose di Blaise Pascal: “L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura, ma è una canna pensante”, emerge come la fragilità sia una virtù, anche se oggi dimenticata.
Non bisogna far crede al recruiter di essere perfetti, ma neanche focalizzarsi sulle proprie mancanze, sulle proprie lacune, pensandole come limiti ma bensì come occasioni per crescere; se le percepiamo tali lo avvertirà anche il nostro interlocutore. Hai scarsa o poca conoscenza di Excel? Ammettilo ma dimostrati propositivo e intenzionato a migliorare questo aspetto.

Studiate, studiate, studiate

Quando nutriamo interesse per qualcosa, voglia conoscerne ogni singolo aspetto. È come con gli anniversari importanti o il piatto preferito o quello odiato delle persone care: dell’azienda bisogna sapere tutto! Non fatevi cogliere impreparati.

Ponete le giuste domande!

È sinonimo di proattività e partecipazione attiva al dialogo. Siete li non solo per rispondere alle domande ma anche per sciogliere dubbi, raccogliere informazioni e per capire anche voi se quel ruolo fa al caso vostro. Ecco perché non ha senso la tensione: in sede di colloquio si incontrano due esigenze, giocatevi la vostra partita tenendo a mente le vostre.

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