L’occupazione riparte dalla green economy. I dati di Green Italy 2017

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Un settore promettente per l’occupazione e le PMI

Quasi 3 milioni di occupati e, nel 2017, 320 mila posti di lavoro nella green economy: queste le cifre indicate dal rapporto Green Italy 2017 realizzato da Unioncamere e Fondazione Symbola in collaborazione con il Conai, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con il contributo di Ecopneus. Un settore innovativo, competitivo e in continua crescita quello della green economy, caratterizzato da un investimento in R&D dalle PMI (27%) e in linea con il Piano Nazionale Impresa 4.0 che punta a una riduzione dell’impatto energetico e che fa guadagnare così punti all’Italia rispetto alla media europea. L’Italia, come sistema produttivo, per minor impatto ambientale si colloca al quarto posto, dopo Lussemburgo, Regno Unito e Irlanda.

Gli skills per lavorare nel green

Nonostante il notevole avanzamento in termini di innovazione e di crescita che sta interessando il settore della green economy, le figure professionali richieste rientrano tuttavia fra quelle di difficile reperimento per le aziende, a causa di un livello di specializzazione più qualificato e più settoriale.
Il rapporto Green Italy 2017 rileva i criteri adottati dalle aziende per valutare i profili che verranno impiegati nel settore della green economy. Non solo un curriculum che contenga anche una specializzazione post laurea, ma anche le competenze trasversali risultano determinanti per lavorare nel green. Adattamento, flessibilità e disponibilità a un aggiornamento delle competenze sono skills ritenuti importanti ai fini dell’assunzione (78%). Segue la capacità di lavorare in team (61%) e, di non trascurabile importanza, le capacità comunicative scritte e orali (45%), sia per i project manager, sia per l’area marketing e comunicazione.

I 5 profili più richiesti nella green economy

Generalmente, i corsi di laurea consigliabili per accedere al settore della green economy sono ingegneria, architettura e scienze ambientali e informatica.

Il profilo più ricercato è l’informatico ambientale, che unisce competenze digitali e percorsi di specializzazione sulla bioinformatica e sulla geoinformatica, considerando la crescita del settore della demotica e dei servizi del settore energetico.

Le imprese del settore industriale che adottano macchinari più efficienti dal punto di vista energetico sono alla ricerca di meccanici industriali e installatori di impianti termici. Quest’ultima è una figura professionale richiesta nel settore dell’edilizia (dopo un’abilitazione tecnica o una laurea di primo grado), dove si fa ricorso a impianti idraulici e termoidraulici di ultima generazione, e di cui sono apprezzate le competenze nell’ambito della sostenibilità e di carattere normativo.

Il profilo professionale che coniuga competenze ingegneristiche (elettronica, informatica e meccanica) è il meccatronico che progetta il prodotto da utilizzare e si occupa della manualistica. Il percorso universitario richiesto per questa figura è ingegneria dell’automazione, ma ci sono figure provenienti anche dall’istruzione tecnica superiore.

Una figura molto specifica che si sta affermando nel mercato del lavoro, benché non ci siano percorsi universitari dedicati, è l’esperto del green public procurement, un settore che solo nella PA vale più di 9 miliardi di euro. Si occupa prevalentemente dell’acquisto dei materiali necessari per la lavorazione, controllandone la qualità, e occupandosi del rapporto con i fornitori.

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