Rapporto GreenItaly 2017: il successo delle professioni “verdi”

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Le aziende italiane e l’orientamento verso la green economy

“Una risposta alla crisi, una sfida per il futuro” è questo lo slogan che apre il rapporto del GreenItaly 2017. Ricordate l’auto di Diabolik, la mitica Jaguar E-Type che Enzo Ferrari definì essere la più bella del mondo? Oggi esiste ancora e con tanto di motore elettrico, diventando quindi l’emblema dei tempi che stanno cambiando.
In Italia green economy vuol dire sostenibilità e competitività, efficienza e bellezza, qualità e innovazione. E se una volta, non molti anni fa, green economy ed economia circolare potevano essere percepite come figlie di scelte prettamente etiche, ecco come oggi, entrambi i fenomeni, sono diventati una straordinaria frontiera per la competitività dei sistemi produttivi e delle imprese.
Sono 355 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito nel periodo 2011-2016, o prevedono di farlo entro la fine del 2017, in prodotti e tecnologie green, secondo i dati emersi dal GreenItaly. Se volessimo fare una stima nell’industria in senso stretto, potremmo dire più di un’azienda su tre (33,7%). Solo quest’anno ben 209 mila aziende hanno investito, o intendono farlo entro la fine del 2017, sulla sostenibilità e l’efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011 (14,3%). Anche perché green economy è sinonimo di competitività che tra le imprese green è più elevata rispetto a quelle non green.

Green Jobs: professionisti all’appello

I dati trovano una conferma nel fenomeno in costante ascesa dei green jobs (ingegneri energetici o agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto, ecc.), le cui assunzioni previste nel 2017 riguardano quasi 320 mila posizioni (se si considerano anche le assunzioni per le quali sono richieste competenze green se ne aggiungono altre 863 mila).
Basti pensare che, nell’area aziendale della progettazione e della ricerca e sviluppo, i green jobs rappresentano ben il 60% delle esigenze espresse dalle imprese.
Il tema si collega a doppio filo con il Piano Nazionale Impresa 4.0, ovvero l’impegno pubblico del governo per sostenere la quarta rivoluzione industriale. Molte delle tecnologie abilitanti richiamate nel Piano rispondono infatti a necessità delle imprese di ridurre impatti di tipo energetico e/o ambientale o di rendere i processi più efficienti. I green jobs, pur così importanti e di crescente interesse per il nostro sistema produttivo, sono figure che per le imprese sono di più difficile reperimento, per le quali è richiesta più esperienza e un livello di qualificazione più elevato. Aspetti che richiamano importanti implicazioni sul versante della formazione. Queste figure si caratterizzano poi per una maggiore stabilità contrattuale: le assunzioni a tempo indeterminato sono oltre il 46% nel caso dei green jobs, quando nel resto delle figure tale quota scende a poco più del 30%.
Non è difficile intuire dunque, come orientarsi verso il settore verde, possa essere per i giovani che si affacciano ora al mondo del lavoro o che stanno per scegliere un percorso di studi, una maggiore garanzia nella futura ricerca di un’occupazione.