Le figure professionali più richieste nel 2018

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Per i giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro o che devono ancora scegliere il proprio indirizzo di studi, così come anche per i professionisti di ogni settore e livello, è di  fondamentale importanza comprendere verso cosa è orientato il mercato del lavoro.
Per aiutarvi a fare delle scelte più consapevoli, abbiamo consultato i dati forniti dal Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Centro Studi di Unioncamere che ci svelano quali sono i settori in crescita nell’economia italiana ed europea.
Dall’analisi dei dati è emerso come i profili più richiesti siano quelli che meglio si adattano alle evoluzioni e alle sollecitazioni di un mercato sempre più fluido.
Tra i profili più gettonati si annoverano non solo le figure nate dalle nuove frontiere del Digital ma anche quelle legate ai settori più tradizionali.
In ogni caso saranno solo  i professionisti più aggiornati a battere la concorrenza. Nei prossimi tre anni infatti si prevede una crescita delle figure professionali high skill ((+29% rispetto al +21% di quelle low skill e del +16% dei profili intermedi). Pertanto, le professioni più ricercate per il 2020 vedono all’apice figure nel 40% di alto profilo nel 33% di livello intermedio e solo nel 27% figure di basso profilo e non qualificate.

Le figure professionali più ricercate

Guardando ai fabbisogni occupazionali previsti per il 2020, il centro studi Unioncamere prevede una crescita dei posti di lavoro nei servizi (83% dei fabbisogni professionali) sia tradizionali che avanzati. A seguire l’istruzione, le costruzioni, i trasporti e il turismo.

Le aziende sono alla costante ricerca di laureati e nello specifico le lauree più richieste ma difficilmente reperibili sono: settore linguistico (69,9%); ingegneri elettronica e dell’informazione (58,7%); ingegneria industriale (50,2%); matematica (40,9%).

Anche quando le aziende ricercano personale in possesso del solo diploma riscontrano scarsità negli indirizzi in produzione industriale e in informatica e telecomunicazioni. Tra le figure introvabili annoveriamo i seguenti profili tecnici: Costruzioni, ambiente e territorio (34,0%); Meccanico (29,6%); Elettronica ed Elettrotecnica (30,6%)

Opportunità nella Blue, Brown e Green Economy 

La rivoluzione ecologica e nuove le nuove tecnologie offrono nuove interessanti opportunità occupazionali.
Nel comparto della Blue Economy si prevedono 5 milioni di posti di lavoro in tutta europa con un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro l’anno per settori professionali riguardanti comparti tradizionali e innovativi come l’energia blu e le biotecnologie blu.
Con il boom dell’innovazione tecnologica la Brown Economy favorisce l’ingresso dei giovani neo-imprenditori nel marcato dell’agricoltura sostenibile.
Ma il numero più alto di posti di lavoro è previsto nei Green Jobs. I volumi della Green Economy hanno prodotto ricchezza per 289 miliardi di euro. Solo in Italia si possono contare tre milioni di persone occupane nei Green Jobs.

Il futuro è nell’ Orange Economy: le più alte opportunità di impiego nell’ICT

Secondo recenti stime della Commissione Europea, nel 2020 sono previste circa 1 milione di posti di lavoro in più nell’ICT. Si tratta di professioni legate alle tecnologie avanzate, all’E-learning; alla figura del social media manager; a quella dell’esperto di mercati azionari e designer di hardware; sviluppatore; project manager; programmatic manager; big data specialist. Per cogliere le opportunità offerte dal mondo dell’Orange Economy sarà necessario affrontare una formazione a 360° di competenze digitali. Aziende e dipendenti dovranno quindi essere sempre di più orientati alla formazione e all’aggiornamento.

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